Oggi il
ddl 733-B, il decreto di legge sulla sicurezza pubblica, è stato approvato definitivamente dal Senato, 157 voti, 124 no e 3 astenuti.
"Un provvedimento che ho fortemente voluto" dice Berlusconi,
un obolo legislativo alla Lega Nord come si evince dagli articoli in esso contenuti.
Il Parlamento licenzia oggi il pacchetto più complesso - ed anche il più controverso - recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” con numerose modifiche alla disciplina dell’immigrazione e della condizione dello straniero, nonché alcuni “correttivi” alla legge sulla cittadinanza ed alle disposizioni sulla protezione internazionale, leggo su
Immigrazione Oggi, egoisticamente parlando, le parti che mi riguardano di più.
I media e la chiesa hanno parlato, e la seconda ha criticato, per lo più l'introduzione del reato di clandestinità, punito con un'ammenda da 5mila a 10mila euro e la ridefinizione del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Sempre egoisticamente parlando, questo provvedimento come la
legge Bossi-Fini, amplifica una problematica minore (per me almeno, ovviamente molti la considerano come punto chiave) ma "mediatica" rispetto alle reali esigenze degli stranieri regolarmente soggiornanti in questo paese.
Chi ha un pds ed è regolare non se la passerà meglio. A rileggere alcuni passaggi di questo provvedimento, il messaggio che sembra passare è l'equivalenza
sicurezza = soldi.
Non sarà che il governo, come suo solito, ha bisogno di rimpinguare l'erario e si rifà sugli stranieri regolari e non?
Tanto per cominciare, chi chiede il rilascio o il rinnovo del pds
deve sottoscrivere un “accordo di integrazione” che impegna a rispettare la Costituzione italiana e a partecipare alla vita economica, sociale e culturale italiana. Si avrà un punteggio, che diminuirà se si comporta male (le regole da rispettare non sono state ancora decise): chi esaurisce i punti, perderà il permesso e verrà espulso. Un pds a punti che impegna ad avere dei doveri ma non ad avere dei diritti di partecipazione alla vita amministrativa, politica italiana. Ci sono dei crediti, conseguibili nell'arco di validità del titolo di soggiorno richiesto, la perdita dei quali comporta la revoca del titolo di soggiorno. E' ironico come sia stato chiamato "accordo di integrazione",
un accordo non dovrebbe prevedere un incontro di volontà tra le diverse parti? Qui vi è solo un'imposizione da una parte (grazie caro governo) e l'impossibilità di scelta dall'altra parte.
Per l'attuale rilascio o rinnovo del pds le spese si aggirano sui €70 (marca da bollo 14,62, bollettino c/c €27,50, assicurata delle poste €30), ora il provvedimento prevede una
nuova tassa il cui importo deve essere ancora fissato dai ministri dell'Economia e dell'Interno, potrebbe essere compreso
tra €80-200. Solo chi chiede un permesso per asilo sarà esentato per protezione sussidiaria o per motivi umanitari. Soldi che per metà finanzieranno il Fondo statale per rimpatriare i clandestini e per il resto al Ministero dell'Interno, nella speranza che servano per migliorare la burocrazia e velocizzare la gestione del rilascio e del rinnovo di pds (nel mio caso ci hanno messo solo un anno e tre mesi!!!).
Per chi chiede invece la carta di soggiorno (cds) o il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo dovranno affrontare un
test di conoscenza della lingua italiana, non si sa ancora quali siano i criteri per passare la prova , i dettagli saranno definiti dal Ministero dell'Interno e dell'Istruzione. Attualmente chi chiede il rilascio della cds deve
essere regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato da almeno sei anni, titolare di un permesso di soggiorno per un motivo che consente un numero indeterminato di rinnovi
, il quale dimostri di avere un reddito sufficiente per il sostentamento proprio e dei familiari.
Chi chiede la cittadinanza italiana dovrà versare un
contributo di 200 euro.
Ci vorrà anche più tempo per conquistare la cittadinanza dopo aver sposato un italiano o un’italiana: la domanda potrà essere presentata due anni dopo il matrimonio (tre per i residenti all’estero), e non come ora dopo appena sei mesi, ma i tempi di dimezzeranno se ci sono figli.
La sensazione che ho in questo momento è di essere una
mucca da latte. Il governo ha decisamente bisogno di rimpinguare l'erario, soprattutto in questo periodo di crisi e si rifà sugli stranieri che soggiornano regolarmente in Italia e sui clandestini (dove vogliono che li prendano 5-10 mila euro???). Da un po' di anni a questa parte sono perennemente sottoposta allo stress di
non potermi permettere di perdere lavoro, o meglio i miei lavori precari. Ieri in fila al sindacato per fare la dichiarazione dei redditi (ebbene sì pago le tasse come tutti gli stranieri regolari residenti, condizione necessaria per il rilascio, il rinnovo e il mantenimento del pds) era impossibile non notare come la maggior parte di quelli che erano ad attendere con me fossero di origine straniera, insomma ieri ho quasi rasentato la gioia (o anche no... visto l'importo scandalosamente alto) nel vedermi, rispetto all'anno scorso, diminuito di un terzo quello che devo versare allo Stato. Stato che pensa abbia bisogno di un accordo di integrazione, che da me vuole ulteriori tasse per il rinnovo del pds (ma da cui non posso aspettarmi efficienza e velocità di farmi avere un documento di soggiorno).