E' uscitooo
Dopo circa dieci mesi (o quarantatre settimane o trecento e un giorno) il mio pds e' pronto... oggi sono andata a ritirarlo e ho fatto anche il rinnovo della carta d'identita'... dichiaro ufficialmente la tregua (momentanea) con il commissariato e la B-F
Nella foto del pds ho uno sguardo da quindicenne brufolosa, drogata e allucinata (odio farmi fare le foto) ma questo mi rende felice lo stesso. Non la foto, intendo dire, ma avere il documento anche se con questa foto segnaletica... manca solo il numero seriale e quest’immagine non sfigurerebbe in mezzo a quelle dei delinquenti nella polizia... ah dimenticavo... E’ NEGLI ARCHIVI DELLA POLIZIA! Cmq devo smettere di sorridere che inizia a farmi male la mascella e continuo a beccare la gente sui mezzi che mi guarda male o cmq che mi lancia sguardi loschi come se ricambiassero il sorriso e in effetti non riesco a controllare gli angoli della bocca che si sollevano.
Per bilanciare le cose, nella foto della carta d’identita’ sono venuta meglio!
Bungeeeeee
Uno dei primi documentari che mi ricordo di aver visto riguardava il rito di iniziazione tra i Bunlap, quello che sarebbe diventato poi uno dei piu’ amati degli sport estremi del mondo occidentale, il bungee jumping. Per l’entrata nel mondo adulto del giovane, tutto il villaggio si dava da fare per la costruzione della struttura dove si sarebbe poi lanciato il giovane da iniziare, vi era la cura nella preparazione della corda e del terreno dove sarebbe atterrato il povero o eroico ragazzo e forse anche danze e canti propiziatori, non ricordo.
Ora io non devo superare nessun rito iniziatico per entrare nel mondo adulto tranne forse detenere un valido titolo di studio e entrare seriamente nel mondo del lavoro... ‘na parola!
Intanto comincio con l’entrare nel mondo del lavor-icchi-o. A detta di mia madre, mia sorella e anche mia cognata, ho stampato in faccia (quasi sempre) quell’espressione da altezzosa antipatica che da’ poche confidenze e che incute inibizione in chiunque voglia fare amicizia con me... sara’ che sorrido poco e sembro molto riservata (fuori dal blog). Questo sguardo bieco a quanto pare l’avrei lanciato verso quel ragazzo alla D. che chiede a tutti la data di nascita e poi ti stupisce dicendoti quale sia quel giorno. Ok d’accordo, forse suona tanto come fenomeno da baraccone come hobby, e’ uno che si diverte a calcolare i numeri e ha il calendario perpetuo in testa ma l’ho visto come uno di quei passaggi per entrare nella combriccola... il fatto che non si sia presentato a me e che non abbia fatto sfoggio delle sue capacita’ fenomenali come ha fatto con piu’ o meno tutti mi ha escluso da questa sorta di lancio iniziatico.
Uno dei pseudo-riti e’ il reparto fumatori... non fumo (adesso) e tantomeno mi interessa puzzare come un posacenere e quindi l’ho scartato come passaggio. Poco male, restano sempre le chiacchiere sulle scarpe e sulle unghie davanti alle macchinette delle cibarie varie per entrare nelle simpatie delle colleghe... mi sa’ che ho visto troppo Camera Caffe’.
Non so perche’ ma mi viene da collegare la sua storia con un’amica, con un’amicizia a cui tenevo particolarmente e che sto lasciando andare alla deriva. La spiegazione breve e’ che ero stanca, molto stanca... la solita apatia che mi fa vedere e affrontare ogni cosa con un certo fastidio... e non e’ una bella cosa, affatto, pero’ preferisco isolarmi anziche’ tediare gli altri. Cmq presa da un attimo di nostalgia, ho preso il telefono e fatto il numero senza rendermi neanche conto dell’ora... ho sempre avuto il dono del tempismo... del cavolo... o ora (prima che mi stufi di nuovo e cambi idea) o niente...
Leggevo una cosa ieri (legata allo sviluppo dell’alfabetizzazione (scrittura e lettura) dei bambini: molti bambini producono testi di scrittura che apparentemente sembrano scarabocchi ma hanno una logica interna (come per la maggior parte delle mie azioni, sembra che non abbiano senso, invece c’è una logica interna alla base
). Una bambina ad esempio sotto il disegno di una tazza scrive due pseudo lettere (che per lei corrispondono alle due sillabe della parola), non e’ soddisfatta del risultato perche’ la lunghezza della sua produzione scritta non coincide con la lunghezza dell’immagine e decide di aggiungere altre lettere (ha bisogno di scrivere tanti segni perche’ per lei il disegno, il referente del suo testo e’ molto piu’ grande rispetto ai due scarabocchi inziali che la bambina ha fatto)... come mandare in paranoia una bambina di tre anni che ha interiorizzato l’ipotesi sillabica delle parole ma deve anche giostrarsi con la lunghezza/grandezza dell’immagine... poi mi chiedo che fine fanno questi bambini presi come campioni di studio. Polemiche a parte, l’ambiente in questo caso la famiglia puo’ fornire la soluzione pronta, i bambini possono ignorarla, rifiutarla o assimilarla/interiorizzarla e solo nell’ultimo caso c’è il superamento di un conflitto e il progresso nello sviluppo.
Riferendosi alla teoria piagetiana, E. Ferreiro dimostrava attraverso esempi concreti, osservazioni longitudinali su bambini che i conflitti stanno alla base dell’evoluzione “...perche’ la ragione principale che induce alla costruzione di sistemi nuovi e piu’ coerenti e’ la necessita’ di superare le contraddizioni (Piaget 1975) -, lo sviluppo non puo’ essere descritto come una successione di acquisizioni. Il progresso nell’alfabetizzazione non consiste in un tranquillo passaggio da uno stadio all’altro; ci sono molti progressi e regressi durante il percorso di cui abbiamo bisogno di comprendere il significato preciso”
Come qualsiasi altra crescita, che sia quella della scolarizzazione, che riguardi l’ambito amicale o sentimentale per poter andare avanti che non sia un trascinarsi e basta e arrancarsi a fatica deve esserci il superamento di un conflitto.
Carrambata...
...incrociare uno dei miei amici piu’ vecchi. Flip-pino anche lui ma di saper parlare tagalog non ne se ne parla, cresciuto in un ambiente anglofono (che invidia questo suo modo di parlare inglese), accento romanesco e italiano poco solido.
E’ una di quelle persone a cui ti senti legata pur conoscendola solo in parte. Forse perche’ in quella ti identifichi e ti ritrovi inverosimilmente capita senza usare giri di parole.
Difficile...
...imparare a parlare e smettere di esprimere concetti tra le righe... ma poi che scusa potrei usare se messa in difficolta’ se imparassi a farlo? Per ora, facendo del mio meglio non penso che ne esca fuori anche solamente la metà di quello che avrei voluto che si percepisse, devo considerarmi fortunata ad aver trovato almeno due persone che riescano a capire quel che dico, quel che non esprimo, quel che avrei voluto dire veramente... “come sei in linea con le altre donne!”
Carrambata...
...trovare che qualcuno per una volta riesca a dire qualcosa su cio’ che prova e che le esprima esattamente con le parole che volevi sentire. Tutto cio’ mi fa stare bene ma...
Difficile...
...perche’ siamo tremendamente complicati e lontani
Cosa dicono...
"Sei dimagrita (cosa non fanno una maglietta nera e un paio di tacchi!)... il mio fumettaro (pusher straordinario)
"Ti davo meno anni e invece ne hai... (lasciam perdere)"... la mia vicina dirempettaia di postazione alla D.
"Ho trovato una senpai all'uni, allora ti chiedero' tutti gli aggiornamenti! (persona sbagliata)" ...il mio junior supervisor alla D.
"...posso farle qualche domanda?" "No, ma puo' farmi gli auguri, oggi e' il mio onomastico!!!" ...un rincoglionito al telefono
"Stiamo andando nella stessa direzione?"... Da'