dicembre 28, 2004 02:08

Linea 90/91

percorso (foto: http://www.atm-mi.it/ita/images/oraper/retefi_s.gifLa linea 90/91 è una delle linee filoviarie con il tragitto più lungo di Milano, percorre la circonvallazione esterna della città, 21 chilometri macinati e ripetuti per tutto il giorno con una pausa di sole due ore tra le due e le quattro del mattino.

Molti milanesi hanno paura di salirci per via dei continui scippi, molti sono schifati dalla puzza, altri arrabbiati degli “abbonati” scrocconi che non timbrano mai e che non cedono loro il posto, semplicemente viene considerata come la linea degli immigrati. Come dargli torto?

“Passa per la stazione centrale, percorre viale Jenner, dove ci sono l’ufficio di collocamento e la moschea, attraversa via Mac Mahon per arrivare a piazzale Lotto, ferma a piazzale Cuoco vicino al mercato ortofrutticolo, riparte per via Molise, dove si trovano le case popolari, percorre viale Romagna... zone in cui si annidano gli stranieri” come scrivono P. Algisi e G. Desiderato, dimenticando la zona di via Farini, vicino alla quale vi sta sviluppando una Chinatown.

Percorrendo tutta la città, questo filobus a due carrozzoni con la giuntura a fisarmonica è sempre pieno. Particolarmente stracolmo oggi pomeriggio per la pioggia e per l’ora di punta e anche per un autobus che si è guastato improvvisamente che ha congestionato il traffico e i malumori dei passeggeri per la mancanza di spazio, per l’odore “di questa gente” (usando uno dei termini più gentili che una ragazzina –intorno ai vent’anni- ha usato brontolando prima in tono sommesso e dopo, quando è riuscita a trovare un’alleata, alzando di un’ottava il volume della sua frustrazione). Quando un ubriaco si è messo a scimmiottare il modo di parlare di un arabo e dopo si è messo a vomitare, creando il vuoto intorno a sé, la ragazzina è esplosa dicendo: “E poi non capisco come si fa a non essere razzisti in questo caso, bisognerebbe selezionare i passeggeri prima e non far salire gli immigrati”. Al che la sua amica acquisita le ha dato corda ringraziando il fatto che non è costretta a prendere questa linea per andare al lavoro ma per oggi in via del tutto eccezionale è stata costretta. Anche la ragazzina è stata costretta a prendere questa linea perché doveva andare a cambiare un regalo che le hanno fatto per natale... ecco qua quel che rimane del suo spirito natalizio.

Non sono neanche riuscita a squadrarla, il filobus si è svuotato solo a Loreto, ho fatto solo in tempo a sentirla gracchiare auguri di buone feste all’altra donna.

leciram
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categoria : milano e dintorni





dicembre 25, 2004 23:40

Natale

"Talaan"

paano ko nga ba kinolekta/ ang mga ala-ala?/ sa piraso ng bato?/ sa piraso ng kahoy o halaman?/ siguro sa simoy ng hangin/ at lasa ng pagkain?/ hindi naman kaya/ sa kalampag ng mga musika?/ wala nga sigurong batayan/ wala ring katapusan ang pagkolekta/ ng mga ala-ala/ nakagawian ko na itong gawin/ noon pa/ kaya kahit na ubos na/ ang mga bato kahoy at halaman/ kahit na said na ang bakas/ sa simoy ng hangin/ at lahat ng pagkain/ manahimik man ang indayog ng musika/ hangga't hindi pa nauubos/ ang mga naipong lakas/ na magdadala ng mga lipas na gunita/ ng galit at takot/ ng lungkot at tuwa/ makababalik pa rin ako/ saan man magpunta

niente paura... non ho capito granché neppure io... ho cercato di trascrivere una traduzione approssimativa ma mi sembrava di rileggere una di quelle traduzioni mediocri di poesie, mi sembrava di stare ammazzando le parole di questo autore e quindi ho preferito di no, ma mi è piaciuta questa idea, questa espressione “collezionare i ricordi tramite il profumo della brezza e il sapore dei cibi”... sarà la brezza che spira portando con sé immagini di cibo.... il sapore evocato dal profumo del vento... ma tutto questo sintetizza il mio natale... o meglio quello filippino in generale:

 

I filippini hanno una celebrazione molto lunga del periodo natalizio, si sente il natale in aria a partire dal primo mese che abbia come suffisso –bre... Se vi lamentate delle luminarie per le strade italiane appese da novembre, immaginatevi le nostre case scintillanti con i parol (delle lanterne colorate a forma di stella, appaiono davanti alle finestre già da settembre) con gruppetti di bambini che improvvisano canzoni natalizie (da dicembre) alle porte (Christmas caroling) per racimolare un po’ di monete (io la chiamavo “campagna raccogli soldi” ).

Misa de Gallo (foto: http://news.balita.ph/html/public_html/images/articles/20041216164701359_1.jpg)É un natale commerciale/ consumistico senz’altro... ma natale per la maggior parte dei filippini è soprattutto una festa religiosa: è il momento per festeggiare la nascita di Gesù Cristo. Durante nove giorni, dal 16 dicembre, la gente va in chiesa per la Misa de Gallo o simbang-gabi, alle quattro del mattino. A volte l’affluenza è così alta che la gente assiste alla messa fuori dalla chiesa e si premura portandosi sedie pieghevoli da casa. E’ una tradizione introdotta dai frati spagnoli per permettere ai contadini di assistere alla messa prima di andare a lavorare nei campi. Ora, è una buona occasione per uscire alle quattro del mattino ed incontrare gli amici per, prima o dopo aver assistito alla Misa de Gallo, fermarsi ai chioschetti nelle vicinanze delle chiese o anche davanti ai banchi improvvisati sul sagrato per mangiare bibingka una torta salata fatta con galapong –riso glutinoso messo a mollo in acqua e macinato con quella fino a quando non si forma una pastella o un impasto più consistente- coperta di foglia banana viene cotta dentro una speciale pentola di terracotta, con il carbone ardente sopra e sotto. Una volta cotta si può mettere sopra pezzi di formaggio bianco e itlog na maalat (uova di anatre salate) e a seconda dei gusti anche burro, zucchero e cocco grattugiato) e puto bumbong (riso, macinato e colorato di viola, cotto in tubi di bambù sistemati sopra una particolare piastra che cucina al vapore. Una volta cotti, vengono tolti dai tubi di bambù e confezionati con foglie di banana dopo essere stati spalmati con un po’ di burro/margarina e cosparsi con dello zucchero e del cocco grattugiato) e per bere salabat (tè allo zenzero).

mano po (foto: http://www.seasite.niu.edu/Tagalog/Noel's%20Images/pasko.mano-po.jpg)Hamon (jamon), keso (queso) de bola, relleno, peras, castanas, manzanas (prosciutto, formaggio, pollo arrosto farcito, pere, castagne, mele)... questo è il tipico menu della vigilia, la noche buena, retaggio degli spagnoli. E il giorno dopo, i bambini vanno a far visita ai loro padrini e madrine del battesimo, li salutano portando il dorso della mano sulla fronte, (è un gesto di rispetto che si dà agli adulti), in cambio si aspettano regali e tante feste... normale... per questo la scelta del padrino e della madrina è fondamentale... molte coppie ne scelgono molti, e soprattutto quasi mai un familiare (pensando che i parenti farebbero comunque un regalo al loro bambino/a).

puto bumbong

bibingka

leciram
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categoria : manila e dintorni





dicembre 23, 2004 02:14

Shoppingite... farsi i regali da soli!

 

gift (foto: http://www.interteddy.com/template/images/ted.jpg)Saranno state le luminarie, le strade trafficate e i marciapiedi pieni di gente, quell’irresistibile tentazione di rifugiarsi nel tepore dei negozi per approfondire la conoscenza degli articoli in vetrina... oppure semplicemente sono stata colpita da un attacco compulsivo di shoppingite... fatto sta che ho finito di comprare i regali (tranne uno importante che non dipende da me) tre giorni fa, un record, solitamente il ventiquattro pomeriggio sono ancora in giro a cercare, o meglio a scegliere fra gli “scarti”.

Ogni anno diventa un’impresa difficilissima cercare regali, ogni volta che andavo per negozi vedevo potenziali regali per me che mi ammiccavano e invitavano a portarli a casa (ok da bambina non avevo l’amico immaginario e ora faccio parlare gli oggetti per compensare quella mancanza). Ora mi trovo la stanzetta invasa da pacchi e pacchettini per nipotini e famigliari e pochi amici, oltre ai molti regali che mi sono fatta.

Un mio amico, dopo avermi catalogato “caso patologico”, mi ha chiesto se mi meritavo tutto ciò... certo che sì... ho una valanga di scuse per sentirmi meno in colpa-egoista-spendacciona e per giustificare ciò:

-         ho molti contatti interrotti, a cui non ho fatto (e tanto meno mi faranno) il regalo, mi avanzavano dei soldi e quindi perché non aiutare l’economia

-         per tutto l'anno ho vissuto di stenti e di privazioni (avrei aggiunto anche povertà ma poi mi sarei commossa troppo ) ... ora mi sono tolta alcuni sfizi

-          si dice sempre che i regali bisogna farli col cuore, con l’anima, con ragionamento e soprattutto con il sorriso dopo aver speso e non tanto perché spinti da un improvviso buonismo in questo periodo

-         mi piace fare regali alle persone a cui voglio bene (io mi voglio un sacco di bene), alle persone che stimo (io mi stimo molto)

-         non mi piace fare un regalo tanto per poter avere qualcosa di incartato da dare (io ho scelto con cura i miei regali)

-         non mi piace, come fanno certe persone, riciclare i regali ricevuti (i regali che mi sono fatta erano tutti comprati appositamente)

 

Se fosse stato disponibile un catalogo unico di tutti i negozi, forse avrei fatto come mia nipote quando le ho portato quello di un negozio di giocattoli e si è messa a cerchiare due giocattoli per pagina.

leciram
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categoria : aspirante imelda





dicembre 20, 2004 00:18

Fuori dal Mexicali

"Credo che non abbiamo mangiato abbastanza piccante e tantomeno ci siamo imbottiti abbastanza di alcool se abbiamo così tanto freddo".

leciram
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categoria : perle





dicembre 19, 2004 22:25

Insipida

 

salt (foto: http://www.bradthegame.com/jones/salt-pepper.jpg)Non so cucinare, mia madre non è la cuoca più brava del mondo. Ogni volta che prepara qualcosa che non mangio scatta offesa: “Questa si chiama dispensa, questo frigo, questo è il fornello e questi i fiammiferi, preparati qualcosa”, e se invece le si fa un complimento su una pietanza,  ci dovevamo preparare a mangiare lo stesso piatto per un bel po’ di tempo accompagnato dallo sguardo accusatorio degli altri membri della famiglia. Qualche volta si dimentica che siamo rimasti solo in tre a casa e prepara dosi da mensa. Una delle poche cose che ho imparato da lei è che è sempre meglio mettere meno sale mentre si cucina, è più facile rimediare ad una cosa insipida, i piatti salati rimediano solo due cose: la spazzatura piena o persone ubriache.

Credo di aver imitato la sua mancanza del senso della mezza misura. O troppo o troppo poco. Questo soprattutto nel dosare le parole, non so aggiungere il sale... non pronuncio alcuni termini, non dico alcune frasi, e non faccio molte cose che servirebbero per compensare le parole mancanti, le azioni, il contorno che andrebbero aggiunti per ottenere un “buon piatto”.

Un’amica sostiene che vive di “Io ho” (raggiunge la sua felicità ottenendo) mentre io con “io sono”. Con tutte queste negazioni direi che è più adatto dire che vivo di “Io non”.

Mettendo più sale nelle mie parole quanto buono potrà uscire questo piatto? Mettendone troppo, so che ci potrebbero molte altre soluzioni, non solo la spazzatura o il bere troppo, si può trasformare il piatto in un’altra pietanza, si può servire acqua da bere per contrastare il sale... si può certo ma tanto (e intanto) io non.

leciram
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