Focalizziamoci per qualche minuto su questi semplici gesti:Il primo numero di Metropoli è uscito ieri, domenica, 15 gennaio 2006. E’ un allegato settimanale, anzi, una vera e propria testata di ventiquattro pagine del quotidiano la Repubblica dedicata all’Italia multietnica. A differenza di una metropoli di vaste dimensioni e densamente popolata dove i cittadini faticano a sostenere la propria individualità, Metropoli, il supplemento, cercherà di dare voce alle differenti realtà sociali e culturali che vi convivono, fotografando in particolare quella degli immigrati venuti da paesi vicini e lontani dall’Italia e quella degli immigrati di seconda generazione.
L’impressione è senza dubbio positiva, leggo le firme, nomi e cognomi “esotici”, segnali questi che Metropoli non sia il solito progetto calato dall’alto, dato ai lettori stranieri ed italiani e che non corrisponda alla volontà, alle richieste e alle esigenze dei migranti.
Qualcuno degli “amici” che lo ha letto, lo ha definito settoriale e ha posto il dubbio che possa avere vita breve in quanto potenzialmente in grado di fomentare sentimenti negativi o risultare “strano” e addirittura “offensivo” per gli occhi di lettori. Quali lettori, mi chiedo. Essendo un supplemento, settoriale lo è per forza, in quanto tratta di approfondimenti di un unico grosso, molto ricco argomento che è sempre in trasformazione. Fazioso? Potrebbe essere, è pur sempre un allegato di un quotidiano che ha un orientamento politico/ideologico. Pur essendo sempre scontenta, ultimamente mi sono fatta una riserva di ottimismo, nutro tanta fiducia nei lettori, che non prendano per buono tutto il materiale scritto che leggono e che sappiano rileggere o fare una lettura critica per qualsiasi nero su bianco si ritroveranno davanti.
Sono abituata a leggere quotidiani in formato tabloid come Metro, City e Leggo i quali vengono distribuiti gratuitamente. Hanno il giusto numero di pagine, il giusto formato per i viaggiatori mattutini che riempiono bus e metropolitane. Sono facili da leggere al contrario dei quotidiani e sono gratuiti. Insieme ai vari metroleggocity, internet è il mezzo più comodo per informarsi. Usando di più questo mezzo, intravedo come difetto del cartaceo, la reperibilità nella ricerca di numeri, articoli, archivi di ciò che è passato ma non superato.
Cinque strane abitudini
Aggiungo solo che, il mio disordine e la poca propensione a mettere a posto si sono acuiti. Basta vedere la mia scrivania adesso
- ultimamente mi capita spesso di svuotare le tasche (vedi scontrini, pendrive, lipgloss...) e di appoggiare tutto sulla scrivania, salvo poi dimenticarmene per giorni, settimane, mesi...
- Forbici a portata di mano per tagliare le doppie punte mentre giocherello coi capelli