Alessandra Samira Mangoud, di professione assistente sociale, nata in Italia da madre filippina e padre egiziano. Samira non ha potuto prendere la cittadinanza italiana al compimento del diciottesimo anno di età perché nessuno l’aveva informata che doveva richiederla in breve tempo e adesso si ritrova ad essere straniera in patria: un’italiana con permesso di soggiorno. Attualmente le viene impedito di continuare a fare il lavoro che le piace e per il quale ha studiato. Questo perché il Comune di Roma ha escluso solo lei tra tutti i suoi colleghi che lavorano allo Sportello comunale “H”, in base a un’interpretazione delle leggi a dir poco restrittiva, per non dire errata. Un’interpretazione che al giorno d’oggi, con mezzo milione di figli di stranieri iscritti nelle scuole italiane, rappresenta uno sguardo miope sulla realtà italiana.
Ci rivolgiamo agli organi di informazione per comunicare quanto sta avvenendo, affinché episodi del genere non restino nell’invisibilità e trovino una soluzione positiva. Ci uniamo a Samira nel chiedere che il Comune di Roma riesamini il proprio operato e si renda conto della gravità dell’esclusione che ha messo in atto. Un’esclusione che potrebbe rappresentare un triste precedente per un Comune al quale appartengono molti figli di immigrati, cittadini di Roma.
Per informazioni: g2@secondegenerazioni.it, smangoud@yahoo.it.
Per partecipare al dibattito: secondegenerazioni/forumCroni(a)co(a)

Superata una fase di sfiga, causa distrazione aggiunta al solito karma cosmico, in cui arrivo tardi, mi dimentico degli appuntamenti con amici, mi dimentico delle cose, mi faccio rubare il cellulare, mi ritrovo terminali pc rotti dove vado a fare la scheda sostitutiva della scheda SIM. Io che non perdo (quasi) mai nulla, mi ritrovo a ricercare quali sono veramente i numeri importanti della mia sfera
amicale e famigliare. Presto recuperati, le persone che frequento molto non sono irrimediabilmente perduti e quelli con cui ho avuto incomprensioni (tanto per usare un eufemismo, quelle con cui mi ignoro allegramente, beh ormai sono andati. Mi spiace solo per alcuni SMS, quelli stupidi che ti fanno sorridere in mezzo a una crisi esistenziale e quelli scomodi (addirittura una serie in cui faccio incazzare qualcuno… l’idea iniziale era quella di far sbollire la pentola a pressione ma a lungo andare il raffreddamento ha
fatto ben poco perché riscaldato da secondi pareri).
Alle prese con diversi tipi di modulistica… C/ASS – C/CRT – CTRL, modello Q ecc. e aiutata dall’amica consulente, finalmente inizio a distrarmi meno e rilassarmi un po’.
Il PAC ci ha offerto un pacco poco gradito, l’ultimo giorno della mostra Off Broadway non è esattamente quello che ci aspettavamo sia per il contenuto che per l’allestimento, ma il
giardino dell’edificio attiguo, la Villa Belgiojoso Bonaparte, è stato una scoperta in mezzo a tutto quel cemento. Di un gusto neoclassico con tanto di postazioni strategiche per tubare secondo il mio amico ribattezzato Paolina (Bonaparte Borghese). L’unico fattore che mi ha lasciata perplessa è quell’aria di picnic settecentesco, famiglie perfette da pubblicità, i papà che giocano con i figli, bambini biondi e bellissimi che si rincorrono, mamme con diversi pargoli appresso, nonnini con una nidiata di bambini… tante
famiglie felici e numerose, un po’ troppo perfetto… inquietante o_o
Quella per il karaoke è una passione tutta filippina, seconda (?) solo ai giapponesi. Basta passare davanti all’appartamento dei vostri vicini di casa filippini per averne la prova, voci soavi si alternano a quelle stonate e gorgheggi spaccatimpani alle basi musicali. Fino a qualche anno fa si usava un normalissimo microfono e si leggeva il testo musicale cartaceo fornito insieme all’audiocassetta, poi sono arrivati i vari VHS, LD, VCD e DVD.
Ora spopola fra i filippini questo fantastico microfono per fare karaoke, il magic mic, il microfono magico. Fa miracoli alle voci, mi hanno detto, è come la photoshop delle voci. E’ un microfono di ultima generazione, da una parte ci sono gli slot per inserire chip che contengono centinaia di canzoni dall'altra ci sono i numeri per scegliere le canzoni. Si collega a un monitor e a video si segue il testo delle canzoni. Alla fine della performance, il magic mic ti dà un punteggio e ti valuta basandosi su tre diverse livelli: dilettante (tipo “40 = hai ancora bisogno di esercitarti”), professionista (“72 = non male”) e star.
Ovviamente con le mie doti canore non arrivo neanche a hai bisogno di esercitati, però a forza di cantare canzoni sbagliate per le mie corde vocali (sono tutte sbagliate per le mie corde vocali!) sono arrivata a un unico e dignitoso Not Bad. E lì mi sono fermata, visti i risultati della concorrenza. Mio nipote di quattro anni, che canta sulla base di una canzone per bambini (The alphabet song per intenderci) The lion sleeps tonight con l’aggiunta di Twinkle twinkle little star prende la stessa valutazione migliore che riesco a racimolare.
Altro che magico e ti fa sembrare la voce più bella e intonata, come la più obiettiva delle macchine non ti regala false illusioni, ti dà punteggi migliori man mano che lo usi solo perché effettivamente migliori, impari i testi a memoria e riesci a seguire le basi senza tentennamenti.
Però ancora non mi spiego i risultati di mio nipote. Che sia un enfant prodige come questa bimba (oppure sono stonata forte?)