ottobre 29, 2006 23:42

A quando il pds per l'anno sabbattico?

Martedì scorso è stato presentato il dossier statistico immigrazione 2006 della Caritas-Migrantes, in contemporanea in molte città italiane. Sarà la crescente consapevolezza che alla fine il mio status di straniera mi porti ad essere sempre estranea ai fatti che mi riguardano o il fatto che martedì mattina non avessi molto da fare ma per la cronaca sono andata. Ecco non credo mi entreranno mai in testa quanti siamo, tutti quei numeri e cifre. Una cosa certa, che si fissa insistentemente nella mia mente, è come due importanti leggi italiane abbiano colpito la mia vita (come quella di molti giovani), la L.Biagi e la Bossi-Fini. Per chi non lo sapesse, il pds è legato alla presenza di un contratto di soggiorno, cioè la presenza di un immigrato deve essere giustificata dal suo avere un lavoro. Normale, direte voi, lo dice persino la costituzione della Repubblica 

Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Ma qui il mercato del lavoro offre per lo lo più la flessibilità e la precarietà. Quest’estate, nella fase preparazione dei documenti, mi lamentavo (che novità) delle file e delle lungaggini, spiegando a chi mi capitava sotto tiro come mai avessi bisogno di rinnovare il pds o più banalmente parlando, come mai avessi bisogno di giustificare la mia presenza qui. Per quell’infarinatura che è la base della mia conoscenza, non posso permettermi di rimanere disoccupata, di avere un contratto di lavoro atipico, o di farmi venire in mente di prendermi un anno sabbatico, o di avere un contratto a tempo determinato se volessi una cds. Ma spunta fuori una sentenza dal TAR del Veneto che afferma che il requisito del contratto a tempo indeterminato è un’ interpretazione forzata delle questure e che rappresenta un apripista non da poco per molti ignoranti come me.

leciram
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ottobre 24, 2006 01:52

Oroscopo

Quello dell'oroscopo è un appuntamento quotidiano che non manca e non deve mancare mai. Va letto, ascoltato in tv, riletto e analizzato insieme alle zabette che frequento verso il finire della giornata, e solitamente scartato perché non riesce mai ad azzeccare neanche una virgola.  Ma quello di oggi forse... per quanto stupido e sempliciotto sia, arriva tardi e alla fine finisco per crederci..
Evitate le battute gratuite e gli scherzi troppo pesanti. Attenzione a non farvi prendere la mano e di accorgervi troppo tardi di esservi ...











leciram
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ottobre 15, 2006 23:28

Because changes happen...

...i cambiamenti avvengono, ma siamo anche noi artefici degli stessi cambiamenti... della serie Making (good) change happens.

E succede partendo da un nuovo template, con un sorriso in più, con nuovi progetti in cantiere, con mille consapevolezze che mi irritano e mi rattristano e forse mi rendono ancora più sola ('sto carattere di merda non cambierà mai ahimè a dispetto del titolo... ma almeno l'umore...)

Per questo, la scelta è caduta sul rosso, perché mi porti fortuna, perché mi dia quel colore allegro (basta con questo feeling blue), perché mi trasmetta quella saggezza zen e quell'arrabbiatura da bonsai che mi confà anzichè quella solita dimensione da albero secolare.

Evidentemente ottobre mi ispira metafore arboree
leciram
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ottobre 11, 2006 01:27

Round two 

La parte più complicata (trattino frustrante) è stata la preparazione dei documenti da consegnare, aggiunto a tutto il tempo impiegato allo scopo del rinnovo del pds.

Quando si ha a che fare con le istituzioni e con la burocrazia, si ha la sensazione (e si ha il riscontro) che il proprio tempo (e quello degli altri richiedenti, stranieri e chiunque ne sia coinvolto compagni, fidanzati, figli, genitori, datori di lavoro…) non sia importante e prezioso. O almeno, non tanto importante e prezioso quanto quello degli altri. Prenotare l’appuntamento per poter consegnare i documenti necessari per il rinnovo, almeno novanta giorni come consigliato da qualsiasi altra fonte. Arrivare lì all’alba per poter essere i primi in fila quando l’edificio apre.

Aggiunta alla fila dei richiedenti l’appuntamento per la prenotazione, e a quelli che devono rinnovare, ci sono quelli che devono ritirare i pds pronti e anche quelli che pensano che il loro documento sia pronto. Eh sì, credo che ogni giorno vengano inventati mille modi per farti impiegare in modo diverso e poco costruttivo il tuo tempo. La lista dei documenti non è più in bella mostra fuori dal commissariato ma solo online (quando serviva l’altra volta!). Fare la fila per uno qualsiasi dei motivi sopracitati è come alimentare un piccolo focolaio di sopravvivenza, una piccola guerra tra i poveretti che non hanno il tempo nelle loro mani. Questo, il tempo, è nelle mani del potere e ne cadiamo inevitabilmente in trappola da farci piccole guerre. Ci rubiamo posti in fila per guadagnare mezz’ora in più, mezz’ora in più per poter tornare alla routine quotidiana. Già che le mamme devono portare per forza i bambini e persino i neonati, li sfruttano facendoli piangere senza fare nulla per farli smettere (sistema utilissimo per saltare la fila e per far saltare i nervi e le orecchie a qualcuno).

Tre ore, solo tre ore di attesa in cui cellulari, con suonerie fatte di medley non certo corte e lo stare in piedi sono persino sconsigliabili, perché elementi disturbanti in questo edificio poco organizzato e poco accogliente. Tre ore in cui riesci a leggere e rileggere tutti i free press raccolti per strada, a fare da babysitter a una neonata, a conversare con diversi rappresentanti da tutto il mondo. Il tutto consumato in neanche cinque minuti, il tempo di consegnare e far controllare che ci siano tutti i documenti.

leciram
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