novembre 28, 2006 00:55

E' ufficiale!


Dicono che, per superare determinati scogli o difficoltà, sia necessaria una terapia d'urto, insomma qualcosa di scioccante che rompa i margini della propria conformazione e della propria routine. Ha funzionato (entro i limiti consentiti dalla timidezza, riservatezza e un minimo di pudore) finché si trattava di consolidare quello che avevo imparato, come non dimenticare il senso critico di vedere le cose (non nella sua accezione di criticare, spettegolare, ma nella sua dicitura di vedere i fatti attraverso una lente di analisi e non di fare mie le idee già premasticate da altri... che poi se si rivelassero simili a quelli di altri è un altro conto) e come migliorare le mie capacità espressive.

A livello di scrittura sto migliorando. Ingrandisco, scompongo, ricompongo, metto sotto la lente, e se sono fortunata e particolarmente ispirata riesco a mettere nero su bianco, di catturare sul foglio ciò che ho messo a fuoco e non bruciato con la scossa delle sinapsi.

A livello espressivo vis-à-vis, interagisco al meglio nel piccolo gruppo, al cospetto di amici o conoscenti. Questo spazio virtuale è già un passo in avanti, se ci penso (LOL questo vuol dire che ho presupposto e avuto la presunzione di presupporre di avere tanti lettori o sguardi di passaggio), raccontare “fatti miei” qui, è un’interazione in un grande gruppo, è mettersi sotto i riflettori. Cosa che mi imbarazza da morire dal vivo (IRL, l’antitesi è ridondante quanto la definizione) ma che rientra perfettamente in quella terapia d’urto sopra.

Quando mi capita di definirmi timida, un mio amico mi ride clamorosamente in faccia… per lui significa che ho già superato lo scoglio, il fattore gente che mi rende impacciata e mi fa blaterare ca**ate (più del solito intendo), ma non ha calcolato che per me gente è anche quella massa di uditori seduti in aula magna che aspettano frasi illuminanti pronunciate da una voce sicura e da una presenza che trasuda saggezza o conoscenza.

Allora ricapitoliamo, la gente c’è, l’aula magna pure, la terapia d’urto dovrebbe funzionare anche perché i contenuti sono davvero di una certa sostanza.

Speriamo di stenderli!

leciram
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novembre 16, 2006 02:30

Check list

o meglio... list e basta, data la mancanza del simbolino del "check"

- I Capricci di Goya (80 tavole tra acqueforti e acquetinte, di satira pungente e grottesca, non sarebbe Goya se non fosse così, per descrivere i mali, gli inganni e le menzogne della società spagnola dell'epoca da quelle più povere alla Chiesa, alla nobiltà e alla famiglia reale) alla Galleria Bellinzona (terminata)
- Israele (cento anni di vita e arte, fra pitture, sculture, installazioni, foto e video al Palazzo Reale fino al 7 gennaio 2007. La più suggestiva è l'installazione di volti in ferro su cui ci si trova improvvisamente a camminare entrando dall'ingresso a sinistra della prima sala. Quella più divertente è l'installazione battezzata simil-Ikea oltre all'immagine dell'assessore Sgarbi che aggiusta uno dei videoproiettori e che riprende la sala rumorosa durante la presentazione. La preferita è la serie di foto di soldati che riprendono pose classiche come l'ultima cena o la deposizione del Cristo morto.)
- Andres Serrano ("scandalose" opere inedite fino al 26 novembre al PAC, che possa essere una buona idea per un appuntamento? Il dito nela piaga sottotitolato The Morgue farebbero pensare di sì... con un necrofilo feticista)
- Man Ray alla Fondazione Marconi fino al 2 dicembre, fotografo surrealista e provocatorio, ricordato per aver creato i rayographs
- Tamara de Lempicka (al Palazzo Reale fino al 14 gennaio, divina artista, simbolo dell'art decò, già il fatto di aver scaricato D'annunzio me la rende un mito)
- Umberto Boccioni sempre al Palazzo Reale fino al 7 gennaio. All'insegna dell'avanguardia e del dinasmo abbiamo creato in suo onore la posa "Dinamismo di un giocatore di squash" (ebbene sì ci siamo dati allo squash, gioco da yuppie rampanti anche se ci manca la carriera lavorativa )
- Jean Michel Basquiat alla Triennale fino al 28 gennaio, retrospettiva su questo artista americano che nasce come artista di strada taggandosi SAMO (same old shit)


...e quando sei lì alla cassa a pagare il biglietto d'ingresso, ripensa a quella gita agli Ufffizi in cui hai dato le spalle alla Primavera botticelliana per filare con i gitanti veneti... e manco ti piaceva il loro accento!

leciram
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novembre 15, 2006 01:45

Proposte telefoniche indecenti

Certo è che per una decina di anni di fedeltà allo stesso numero e stesso gestore di telefonia mobile, insomma in balia di una tariffa costosissima, non mi era mai capitato che la TIM mi regalasse qualcosa. Neanche quello spilorcissimo euro di ricarica grazie alle chiamate ricevute da utilizzatori TIM (a parte me, non credo ce ne siano più in circolazione). Insomma finché una persona rimane “fedele” per mancanza di interesse a tutte quelle tariffe, centesimi allo scatto, centinaia di sms in certi periodi dell’anno per milioni di amici che non ho in rubrica (che non ho neanche più, la rubrica intendo), questa azienda non si interessa a te. Ma quand’ecco che arriva questa benedetta concorrenza, che ti piovono addosso chiamate insistenti e proposte di ricaricarti di venti euro e di attivarti una tariffa vantaggiosissima (a detta loro) che non ho capito bene (perché la mia memoria si è soffermata sulla ricarica gratuita) pur di riaverti come cliente.
A questo punto con dieci euro, mi ritrovo con una scheda Wind di una ricarica di cinque euro e una ventina con la TIM.
Se il mese prossimo passassi a Vodafone, la Tim mi farà ancora un’altra proposta del genere?

 

 

leciram
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