In concomitanza con la settimana della moda milanese, Palazzo Reale omaggia il fotografo/regista americano David Lachapelle e la stilista/designer inglese Vivienne Westwood. Si aggiungono alle esposizioni ospiti del museo milanese dedicate a Mario Cavaglieri, Gianpaolo Barbieri e all'Arte Italiana 1968-2007. Nella prima sono esposte circa 350 opere fra cui Deluge (Il Diluvio), un ciclo inedito ispirato alla Cappella Sistina di Michelangelo. Ampiamente sopravvalutato, conoscevo David Lachapelle solo attraverso alcuni videoclip girati per alcuni musicisti e moltissime copertine di album. Se ne può fare a meno.
Salve! (e tutta questa confidenza da dove arriva?) Perché "Ultimo Catalogo"? (e perché così enigmatico?)
Da molto tempo (da molto quanto?) Le inviamo il nostro catalogo mensile e gratuito di prodotti utili ed originali. Non ci risulta però alcun ordine recente da parte Sua. Forse qualche catalogo non Le è stato recapitato per disguidi postali? (della serie, se non hai ordinato nulla non è colpa tua che non hai trovato nulla su questo immenso catalogo e nemmeno nostra che non ti abbiamo proposto niente di tuo gusto ma delle Poste Italiane... tanto è sempre colpa loro)
Vista la convenienza e la varietà delle nostre proposte, ci sembra impossibile (è proprio impossibile!) non aver avuto più Sue notizie...
Purtroppo, dati gli alti costi di stampa e spedizione (per non parlare di tutti gli alberi che sono stati tagliati per stamparli), siamo spiacenti di comunicarLe che, se non riceveremo un Suo (ti minaccio ma con queste maiuscole ti rispetto lo stesso in quanto cliente potenziale) ordine nei prossimi giorni, saremo costretti a sospendere l'invio del catalogo (che paura).
Non rinunci a questa vetrina sulle novità utili ed introvabil che cerchiamo in tutto il mondo (come fai a non comprare niente dopo che hanno privato il mondo di quegli oggetti???) per... renderLe la vita più facile (come fai ad essere così ingrato, loro cercano solo di tirar fuori il pigro che c'è in te)! Basta un piccolo ordine e noi saremo lieti di continuare ad inviarle (e qui hanno dimenticato di scrivere la elle in maiuscola) il catalogo ogni mese!
Approfitti di questa Ultima Occasione!
A vedere le riviste patinate, le vetrine e i negozi, quest'autunno sarà caratterizzato molto dagli stivaletti alla signorina Rottenmeier, la governante acida di Clara. Sono stivaletti molto bassi, non superano la caviglia e si chiamano ankle boot, non dovrebbero sottolineare i polpaccioni delle longilinee come me :P e far apparire come un salume riuscito male le gambotte. Ne ho visti molti con un aspetto molto severo... appunto da signorina Rottenmeier, ma anche altri civettuoli con fiocchi e laccetti, altri con risvolti, e moltissimi e coloratissimi scamosciati e simili. Scovato un capro espiatorio e trascinatolo in un giro forsennato di scarpe scarpe e ancora scarpe, provato anche un paio che assomigliano alle
calzature da elfo e superato il millesimo di secondo di imbarazzo in cui lo restituisco delusa alla commessa dallo sguardo vigile. In controtendenza, mi innamoro di un paio di ballerine della Sax. Mi ricordano un paio che avevo da piccola (tutti i miei conoscenti li hanno portati da bambini a quanto pare) quelle scarpe blu con due occhielli sulla punta che ha reso famosa Gusella.
All'epoca non mi piacevano come una bambina poteva odiare essere diversa da tutti gli altri che avevano scarpe nere, semplici scarpe nere dico io, ma tant'è che le portavo lo stesso perché "erano costose, arrivavano da lontano ed erano un regalo" come mi facevano notare spesso. Un paio di impronte tratteggiate su fogli gialli da mia nonna avevano attraversato oceani e paesi sconosciuti perché io le potessi indossare per non so quale ricorrenza, compleanno o natale forse. E' quasi ridicolo trovarli belli ora e il fatto che mi abbiano scorticato un po' dietro mi sembra una piccola vendetta di quando li ho odiati.
...a quanto pare è produttivo come sotengono gli psicologi tedeschi e americani.
Bene, ho sempre saputo di essere un caso (quanto umano o patologico non so ancora) o almeno ho sempre usato la scusa che nel mio caos ritrovo facilmente le mie cose e convivo bene nel mio disordine per non pulire... ma la ricerca parlava della scrivania del luogo di lavoro... varrà lo stesso a casa?