[De(com)]pressione
Mi è entrato recentemente nel vocabolario la parola
decompressione... per merito o colpa di Mè. Decompressione come periodo
post-eventi-succhia-energia-e-pazienza, post fiumana di emozioni, periodo di riflessione, momento per trarre insegnamenti o per arricchire il proprio bagaglio esperienziale e infittire la propria rete (sociale/amicale/professionale...).
Passare da una tensione all'altra senza avere il tempo materiale di comprimere, attenuare un segnale per renderne più semplice la trasmissione o una successiva amplificazione e quindi avere un periodo di decompressione, l'
amplificazione dei segnali potenti (quelli positivi se ci fossero) e l'attenuazione dei segnali deboli (purtroppo aumentano gli eventi negativi) mi lascia interdetta e mi fa disperare un pochino.
Ora ci (e soprattutto mi) toccano cinque anni di Pdl, AN e LN.
Si parlava di emigrazione in massa fra alcune 2g di G2 in Spagna ma non so mica se di là mi accoglieranno con il tagliando del pds che ancora non ho in mano (solo quattro mesi di attesa!). Y. è più disperato di me e lui ha la CDS. Diciotto anni fa il pds veniva fatto/rinnovato in giornata attraverso file interminabili e durava quattro anni, dieci anni fa in venti giorni dopo altre file interminabili ma durava lo stesso per un quadriennio, poi siamo arrivati alle impronte facendo sempre file interminabili e a dover entrare in una sorta di limbo in attesa del rinnovo... otto mesi, nove mesi? Un anno? In tempo per rimanere incinta e mettere al mondo 'na creatura, ho scherzato non molto tempo fa.
Dovrei applicarmi di più con quello che vado dispensando in giro, dando una simile dose di consiglio a me stessa: fra l'incazzato e il rassegnato devo sapere che il primo superi il secondo per darmi quella grinta che mi serve per andare avanti.